Saxetum

Reply
Processo Abu Omar: il pm chiede 13 anni per Pollari, ex direttore del Sismi
view post Posted on 30/9/2009, 18:14Quote
Avatar

Millennium Member

Group: Administrator
Posts: 4175


Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/1/2010, 15:01


Processo Abu Omar: il pm chiede 13 anni per Pollari, ex direttore del Sismi
La requisitoria di Spataro: «l'ex capo dello spionaggio militare regista di un sistema criminale»


MILANO - Il pm Armando Spataro ha chiesto 13 anni di carcere per l'ex direttore del Sismi ed ex comandante della Guardia di Finanza Niccolò Pollari per la vicenda Abu Omar, l'imam rapito a Milano il 17 febbraio 2003, probabilmente da agenti della Cia, con la complicità dei servizi segreti italiani. Spataro ha chiesto anche la condanna a 10 anni l'ex numero due del Sismi Marco Mancini, e quella a pene comprese tra 10 e 13 anni dei 26 agenti Cia imputati nel processo. Per gli uomini del Sismi imputati di favoreggiamento, Luciano Seno e Pio Poma, la richiesta è di 3 anni. Per 3 appartenenti al Sismi, Luciano Di Gregorio, Raffaele Di Troia e Giuseppe Ciorra, il pm chiede il non doversi procedere perchè, a causa del segreto di Stato che non rende possibile l’utilizzo di alcuni documenti, non si può provare la responsabilità.

LA REQUISITORIA - Il generale Gustavo Pignero, con le sue dichiarazioni «ha consentito la rottura di un sistema criminale, una deflagrazione di questo sistema che vedeva come principale regista il generale Pollari» aveva detto in precedenza Spataro, nel corso della sua requisitoria, ricostruendo le fasi dell'inchiesta e ripercorrendo le dichiarazioni del generale Gustavo Pignero, allora componente del Sismi, poi deceduto. Spataro ha sottolineato come Pignero, nei suoi interrogatori ebbe «una certa ripugnanza» ad usare la parola sequestro riguardo la cattura di Abu Omar. «Era un ufficiale dei carabinieri che aveva operato in altri anni - ha detto Spataro - e che era finito in questa struttura che, mi auguro, sia cambiata».
Per Spataro contro Pollari e Mancini «ci sono prove ineluttabili di responsabilità». Questa vicenda, secondo il magistrato, ha rappresentato «uno strappo insopportabile ai diritti fondamentali. Inaccettabile neanche nell'interesse della sicurezza nazionale» e ha sottolineato al termine della sua requisitoria che «le democrazie si fondano su principi irrinunciabili anche in momenti di emergenza». Per quanto riguarda Pollari in particolare, è «impensabile che il Sismi abbia eseguito il sequestro» di Abu Omar, «senza che lui lo sapesse».

LA VICENDA - Il processo per il rapimento dell'imam della mosche milanese vede imputate 33 persone, tra ex funzionari dei servizi segreti italiano e Usa, con l'accusa di aver rapito nel 2003 Abu Omar - che è imputato a Milano per terrorismo internazionale in un altro procedimento - e di averlo poi inviato in una cosiddetta operazione di "rendition" in Egitto, dove il religioso sostiene di aver subito torture durante la detenzione.


30 settembre 2009

Armando Spataro
image

Il PM di origini Tarantine, attualmente procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, oltre ad essere tra i dirigenti del ANM, ha partecipato a diverse Maratone. Ha un personale di tre ore e tredici minuti alla maratona di Chicago.
42195 metri sul piede del 4'30''. E' un Atleta.
Se farà condannare e scontare la pena a quanti, italiani e stranieri, hanno umiliato la Costituzione della Repubblica Italiana, al pari di Modestino Preziosi diverrà Membro Onorario del Saxetum Sport Department.
Dopo la vicenda Calipari/Lozano non potremo ingoiare altro veleno.

Articolo 1 della Costituzione Italiana
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

Abu Omar , gli uomini della Cia pensavano di avere la copertura degli italiani
Per la prima volta 26 agenti sono stati processati in un tribunale italiano

WASHINGTON (USA) – Le richieste di condanna per il sequestro Abu Omar avanzate dal procuratore Armando Spataro racchiudono non pochi significati. Per la prima volta 26 agenti della Cia, coinvolti nel rapimento dell’imam egiziano, sono stati processati in un tribunale italiano. Fatto raro, visti i rapporti di alleanza con gli Stati Uniti e la libertà d’azione che l’intelligence americana ha avuto in passato. Forse mal consigliati dai loro colleghi italiani e in preda alla febbre della caccia ai terroristi – con qualsiasi mezzo e ad ogni costo – gli 007 hanno pensato di poter agire impunemente. E se lo hanno pensato è perché ritenevano che ci fosse la copertura/assenso degli italiani.

RICHIESTA UNA SEVERA CONDANNA - Ed arriviamo così agli altri co-imputati, alcuni ex dirigenti dell’allora servizio militare Sismi. Anche per loro il procuratore ha chiesto una severa condanna ritenendo che abbiano fatto da sponda al sequestro. Ma i nostri agenti hanno agito di loro iniziativa o perché autorizzati dal governo? Il processo non è riuscito a scardinare l’enigma, anche se fonti americane hanno sempre sostenuto che l’Italia fosse stata informata ed avesse dato luce verde. Gli imputati su questo hanno fatto muro e due capi di governo di segno diverso - Prodi e Berlusconi – hanno scelto la via del silenzio rifiutando qualsiasi risposta. Per proteggere i rapporti tra servizi e forse altro.
Cosa altro?

30 settembre 2009

image


Sarebbe interessante leggere il testo della richiesta avanzata da Spataro.

Edited by Claudio Bozzacco - 14/10/2009, 09:56
 
Message Email Top
view post Posted on 7/10/2009, 19:27Quote
Avatar

Millennium Member

Group: Administrator
Posts: 4175


Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/1/2010, 15:01


Abu Omar, legale chiede 10 milioni di euro
Risarcimento danni di 5 milioni per la moglie. «Avvilente assenza Stato come parte civile»


MILANO - Gli avvocati di parte civile al processo per il sequestro di Abu Omar chiedono agli imputati di Cia e Sismi un risarcimento danni di 15 milioni (10 per l’ex imam, 5 per la moglie Nabila Ghali) spiegando che il rapimento - del religioso avvenuto nel 2003 - fu «un’azione non per la sicurezza dello Stato ma contro la sicurezza dello Stato», che ha tolto un po' di vita ad Abu Omar, a sua moglie e ai suoi familiari. L'avvocato Carmelo Scambia, che assiste l'ex imam, ha anche definito «avvilente l'assenza dello Stato italiano», che avrebbe dovuto «essere qui come parte civile al nostro fianco»», sostenendo che le istituzioni hanno «evitato di cercare la verità».

BANDA CRIMINALE - I funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, imputati nel processo, «hanno agito come banda criminale», ha detto l'avvocato Luca Bauccio, che assiste la moglie di Abu Omar, sottolineando che «la nostra collettività non saprà mai se Abu Omar è colpevole o innocente».
Scambia ha letto il passo del memoriale in cui l’imam racconta di come le prelevarono, per poi torturarlo, affamarlo, lasciandolo in mezzo agli escrementi. Abu Omar, ricorda l’avvocato, fu costretto anche a subire per due volte violenza sessuale. «Vessazioni incredibili» sono le parole del legale che chiama in causa le istituzioni spiegando: «Hanno fatto di tutto per non far emergere la verità. Dallo Stato mai è arrivato quel segnale che aspettavamo e allora, signor giudice, lo dia lei quel segnale, affermando la responsabilità di tutti gli imputati e decidendo per il risarcimento in modo da far sapere a tutti che i princìpi del diritto esistono e vanno rispettati».

IL PROCESSO - Il processo per il rapimento del religioso vede imputate 33 ex funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, tra cui l'ex numero uno dei Sismi Niccolò Pollari, con l'accusa di aver rapito nel 2003 Abu Omar - imputato a Milano per terrorismo internazionale in un altro procedimento - e di averlo poi inviato in una cosiddetta operazione di «rendition» in Egitto, dove il religioso sostiene di aver subito torture durante la detenzione. Il 30 settembre scorso nella requisitoria al processo, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto 13 anni per Pollari e 26 condanne -- tra 10 e 13 anni -- per ex agenti della Cia, parlando di prove ineluttabili di responsabilità per Pollari e per Marco Mancini, l'ex numero due del Sismi, per il quale sono stati chiesti 10 anni di reclusione. L'11 marzo scorso la Corte Costituzionale, dirimendo un conflitto di attribuzione fra governo e magistratura, aveva stabilito che la procura di Milano non poteva utilizzare i documenti coperti da segreto di Stato, eliminando in sostanza dal dibattimento alcuni degli atti che hanno consentito i rinvii a giudizio.

SEGRETO DI STATO - I pubblici ministeri durante il processo hanno sostenuto che l'attuale premier Silvio Berlusconi e il suo predecessore Romano Prodi abbiano utilizzato il segreto di Stato per ostacolare la giustizia, accusa respinta da uno dei legali di Berlusconi che l'ha definita un «intollerabile attacco». Washington ha difeso le «rendition» come un valido strumento di anti-terrorismo che ha prodotto importanti informazioni di intelligence, e ha respinto le accuse di tortura. Gli Stati Uniti si sono anche mossi formalmente per opporre l'immunità dalle imputazioni a beneficio di un colonnello, tra i 26 americani sotto processo, in base a un accordo Nato che si applica ai presunti reati commessi oltreoceano da personale militare «nello svolgimento del proprio servizio».


07 ottobre 2009
 
Message Email Top
view post Posted on 5/11/2009, 09:57Quote
Avatar

Millennium Member

Group: Administrator
Posts: 4175


Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/1/2010, 15:01


Rapimento Abu Omar, Pollari e Mancini non giudicabili per il segreto di Stato
Non luogo a procedere per l'ex numero uno del Sismi. Condannati gli agenti della Cia, gli Usa: «Siamo delusi»


MILANO- L’ex direttore del Sismi, Niccolò Pollari, e l’ex funzionario dello stesso servizio, Marco Mancini, non devono rispondere del sequestro di Abu Omar perché non sono giudicabili a causa del segreto di Stato. Per Pollari erano stati chiesti 13 anni, 10 per Mancini. Sono stati invece condannati 23 agenti della Cia (quasi tutti quelli imputati) 22 a cinque anni di reclusione mentre Robert Seldon Lady è stato condannato a otto anni. Gli Stati Uniti sono rimasti «delusi dal verdetto» ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ian Kell

LA SENTENZA - La sentenza del giudice monocratico di Milano, Oscar Magi, è arrivata dopo tre ore di camera di consiglio. I funzionari del Sismi, Pio Pompa e Luciano Seno, accusati solo di favoreggiamento sono stati condannati a tre anni. Immunità consolare, infine, per l'ex capo della Cia in Italia Jeff Castelli e altri due colleghi. Il giudice Magi ha inoltre condannato tutti gli imputati ritenuti colpevoli al risarcimento a titolo di provvisionale di un milione di euro nei confronti dell'ex imam. Il giudice ha disposto inoltre una provvisionale di 500 mila euro per la moglie di Abu Omar e ha stabilito che l'entità del risarcimento per l'ex imam e la moglie venga poi liquidato in sede civile.

IL NON DOVERSI PROCEDERE - Per Pollari il non doversi procedere è stato disposto dal giudice sulla scorta dell'articolo 202 del Codice di Procedura Penale, il quale recita: «qualora il segreto sia confermato e per la definizione del processo risulti essenziale la conoscenza di quanto coperto dal Segreto di Stato il giudice dichiara non doversi procedere per l'esistenza del Segreto di Stato». Stessa sorte per l'ex n.2 del Sismi Marco Mancini.

«COMUNQUE INNOCENTE» - Il generale Nicolò Pollari, al telefono con i suoi difensori, ha commento così la sentenza di non luogo a procedere nei suoi confronti: «Se il segreto di Stato fosse stato svelato dagli organi preposti, sarei risultato non solo innocente ma anche contrario a qualsiasi azione illegale». Ai suoi difensori l'ex direttore del Sismi è apparso molto emozionato ma determinato a ribadire, questa sera come dal primo giorno, la sua innocenza.

LA GIOIA DI MANCINI - Marco Mancini ha invece quasi esultato dopo la lettura della sentenza. L'ex numero due del Sismi, per cui erano stati chiesti dieci anni, è uscito precipitosamente dall'aula e ha cercato visibilmente di contenere le emozioni, prima di essere affiancato dai suoi legali: «Nessuna dichiarazione», gli hanno suggerito. A chi gli faceva notare come non fosse una sentenza di assoluzione nel merito, ma, appunto un non doversi procedere per l'esistenza del segreto di Stato, Mancini aveva già risposto: «Guardate che non è una malattia». Costernato, invece, il colonnello Luciano Seno, condannato a tre anni per favoreggiamento: «Ma, come quelli sono assolti dal sequestro e io condannato? È una follia».

LA SODDISFAZIONE DEL PM - Soddisfazione è stata espressa anche dal procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro per il quale la sentenza «dimostra che la nostra azione è stata legittimamente promossa». Spataro ha riconosciuto che quello appena concluso è stato «un dibattimento difficile condotto con grande professionalità da parte del giudice monocratico Oscar Magi. Mi pare molto importante per tutti che questo processo sia stato portato a termine. La verità dei fatti è quella ricostruita dalla Digos e dalla procura di Milano nel corso delle indagini. Sono stati condannati tutti gli autori americani del sequestro di Abu Omar, e questo lo dimostra. Quanto agli ex funzionari del Sismi, la sentenza dimostra che c'erano gli elementi per incriminarli». Infine il magistrato ha affermato di volere attendere le motivazioni prima di decidere se vi è la possibilità di presentare appello per gli imputati italiani non condannati.

«SENTENZA CORAGGIOSA» - Human Rights Watch definisce «coraggiosa» la sentenza dei giudici di Milano sul caso Abu Omar. «Nessuno è stato dichiarato innocente» ha detto Joanne Mariner, responsabile del programma Terrorismo e antiterrorismo dell'organizzazione, «anche se qualcuno ha potuto lasciare la sbarra per via di una interpretazione estensiva del segreto di stato data dalla Corte costituzionale». «Il governo italiano» ha aggiunto la Mariner, «è stato ritenuto responsabile di aver collaborato con la Cia. Pur venendo da un tribunale italiano questa è una sentenza coraggiosa e l'accusa ci trova d'accordo quando afferma che l'immunità diplomatica non è stata pensata per proteggere persone coinvolte in gravi abusi dei diritti umani».

commento

Dopo poco più di un mese dalla richiesta di Spataro è arrivata la sentenza.
Per il segreto di Stato vengono assolti Pollari e Mancini.
Infine il magistrato ha affermato di volere attendere le motivazioni prima di decidere se vi è la possibilità di presentare appello per gli imputati italiani non condannati.
Magari questi potrebbero notificare e dare esecuzione alle sentenze di condanna.

:B):
 
Message Email Top
2 replies since 30/9/2009, 18:14
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




Image Hosted by ImageShack.us
Visitor Map
Create your own visitor map!